Lo sciopero ed i viziati del pallone

Broken ball

Oggi è stato confermato ufficialmente il rinvio della prima giornata del campionato di calcio di serie A e sono molto irritato. Ciò che mi irrita però non è il dover passare la prossima domenica senza i presunti assi del pallone (visto che le figuraccie rimediate in Europa League dovrebbero averci fatto capire che il livello delle nostre squadre è assai mediocre), ma i lamenti che sento diffusamente contro i “calciatori viziati” che si permettono di scioperare.

Ovviamente non penso che i calciatori facciano un vita di stenti e firmerei in bianco per scambiare il mio lavoro d’ufficio con il loro, ciononostante si tratta di lavoratori “dipendenti” come me, sottoposti ad un contratto colletivo che li vincola a diritti e doveri in modo analogo (non ho detto identico) ai lavoratori metalmeccanici, o del settore chimico, ecc. Ecco, mi fa inca..are chi si lamenta “dell’assurdità dello sciopero da parte di privilegiati” senza nemmeno interessarsi delle ragioni, magari aggiungendo “in questo momento di crisi” come se il rinvio di una partita di pallone possa acuirla.

Non mi importa analizzare i motivi dei calciatori, possono essere anche assurdi, ma trovo assolutamente irragionevoli le lamentele dei “tifosi”. In primis perché NON si tratta di uno sciopero, ma solo di una manifestazione di protesta: la giornata di campionato non viene cancellata, ma solo rimandata. Inoltre non comporta disservizi o disagi significativi: volete fare un paragone con uno sciopero del personale di volo o dei treni?

Si aggiunga anche che questo sciopero NON è assolutamente un’anomalia, anzi nel panorama internazionale è all’ordine del giorno. Settimana scorsa hanno scioperato i calciatori spagnoli e se non fosse stato trovato l’accordo con le società sarebbe saltata anche la seconda giornata di campionato. Negli USA, il paese dello sport per eccellenza, le serrate per dispute tra sindacato dei giocatori e le società sono durissime: lì non si rimandano le partite, ma si arriva a cancellare metà campionato (NBA 1998/99) o anche l’intera stagione (come ha rischiato l’NFL quest’estate e come è probabile che succeda ancora l’NBA quest’anno).

Si tratta di business: gli sportivi professionisti non si esibiscono per passione e le società di calcio non sono enti benefici a scopo ludico. Gli amanti del calcio giocato (da altri) possono guardare la serie B od inferiori, i campionati stranieri o interessarsi ad altri sport solitamente ignorati: lo sapete che il 31 agosto iniziano i Campionati Europei di basket e l’Italia ha una squadra niente male?

E voi come la pensate?

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Una risposta a Lo sciopero ed i viziati del pallone

  1. Il Mastino ha detto:

    Ecco un’opinione autorevole (e quando parla Federico Buffa tutti zitti, please)

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