Un libro alla settimana: Le montagne della follia (H. P. Lovecraft)

Queste notevoli premesse, che promettono un romanzo appassionante, spiegano però anche il leggero disappunto che ne ha accompagnato la lettura. Il libro soffre per due aspetti di cui non ha colpa.
Prima di tutto, essendo stato scritto all’inizio degli anni trenta e la scrittura, suppur ottima, risente del cambio di stile e soprattutto ritmo a cui gli autori più moderni ci hanno abituato. Inoltre, quale “genitore” dell’horror moderno, da Alien a Predator, dai romanzi di King e Lansdale fino a Gaiman, molto di quanto leggiamo non ci sorprende più, fino a dare a tratti un senso di déjà vù.

Detto questo, resta una lettura quasi obbligata per gli amanti del fantastico. L’atmosfera di disagio e inquietudine accompagna il lettore fino all’ultima pagina.

Chiudo con un’ultima considerazione: mi scalda il cuore immaginare i miei genitori da giovani, con questo libretto in mano e gli occhi fissi sulla pagina, che passano trepidanti di riga in riga, stupendosi per l’originalità delle invenzioni di Lovecraft.

(3.5/5)

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