Le comiche della politica

Se lo scorso agosto è stato il “Teatrino” della politica, come da definizione di Berlusconi, questo settembre siamo passati alle “Comiche”. Come definire diversamente quello che sta accadendo?

Dopo aver lamentato l’impossibilità di governare a causa della fuoriuscita dei “finiani” dal Pdl, Berlusconi ottiene ressicurazioni sul loro sostegno all’attuale governo ed alla fiducia sui 5 punti da lui elencati. A questo punto, invece di verificare la consistenza delle promesse e procedere col proporre al parlamento qualcosa di concreto, chiede le dimissioni di Fini adducendo motivazioni inconsistenti (visti anche i precedenti da lui creati, leggasi Casini) e promette posti in lista per le prossime elezioni agli evenuali figliol prodighi (cioè compravendita di poltrone). Ovviamente l’acquisto e la vendita di azioni è nelle abitudini di Berlusconi, ma non dovrebbe essere la norma in parlamento. Non ottenendo la sottomissione di Fini al suo volere, dopo lunga discussione di Bossi, la loro profonda conoscenza della Costituzione li illumina facendoli decidere per andare a piangere dal Presidente della Repubblica di cacciare il Presidente della Camera. Questo è naturalmente possibile solo nel reame di Arcore, ma nell’Italia repubblicana si tratta solo di una vana sparata con conseguente figuraccia. Finalmente Bossi decide di risolvere la situazione per il meglio (della Lega, che è tutto e solo ciò che gli interessa): andiamo al voto! Basta che Berlusconi si dimetta (eh sì, lui, non Fini) oppure che venga sfiduciato, anche con l’eventuale voltafaccia della Lega. Tra l’altro, come giustificherebbe Bossi algi elettori la necessità di elezioni per governare con il Pdl, dopo aver fatto cadere lui il governo di Berlusconi?? A questo punto arriva l’ennesimo colpo di scena! Il presidente del consiglio rinsavisce, si ricorda che c’è un paese che avrebbe bisogno di un governo e decide di proseguire e allontanare lo scenario delle elezioni… o più probabilmente riceve un aggiornamento nei sondaggi che mostra il disgusto degli italiani per quanto sta combinando e non è più tanto sicuro di uscire bene dalla bagarre elettorale. Se poi ci aggiungiamo la sospensione dei processi promessagli da Fini (che non è la cancellazione che architettava col suo avvocato deputato – che stranamente non è anche ministro della Giustizia – ma meglio di niente) la decisione è stata anche meno sofferta.
Aspettiamo per domani le nuove barzellette, con la tristezza nel cuore per lo spettacolo imbarazzante dei nostri politici e la speranza segreta che non siano davvero loro i nostri rappresentanti, ma si tratti dei sosia del Bagaglino… No, no, non c’è speranza, i sosia non sono altrettanto ridicoli!

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