La coscienza di Vito

La prima reazione alla lettera di Vito Mancuso a Mondadori (e se non sapete di cosa sto parlando, informatevi) è stata che lo scrittore avesse ragione. Un autore non può sentirsi con la coscienza a posto pubblicando per un editore palesemente avvantaggiato dalla carica politica del suo proprietario. Di conseguenza i sui richiami ad esporsi ai colleghi nella sua stessa condizione mi sono sembrati più che giusti.
Poi ho letto alcune “risposte” di altri scrittori, tra cui quelle di Sandrone Dazieri e Wu Ming, e la situazione mi è parsa, come avviene quasi sempre quando si approfondisce un argomento, meno facile da giudicare.

Tirate le somme mi sembra più corretto lasciare gli scrittori alla loro coscienza, ma non chiedere a loro di cambiare editore per mandare un messaggio al Bassotto di Arcore. Il segnale migliore, l’unico che conti veramente qualcosa, spetta a noi (e)lettori alla prossima occasione. Nella speranza che nel frattempo non riesca a farsi incoronare Re d’Italia.

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